Orse sballate e nani da compagnia

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Con vostro grande dispiacere comunico l’inizio di una breve storia a capitoli.

LA SAGRA DELL’ORSA

L’irrispettosa e personale visione di alcuni fatti di cronaca plantigrada.

[Cap.1 Orse sballate e nani da compagnia]

Il classico nano da compagnia
Il classico nano da compagnia

«Ah, Ma’?»

«Sh. ‘Ndemo de qua che stamo più vasci»

«Sì, ma Ma’…»

«A ri Sh. Te voj sta zitto?»

«So settimane che stamo a camminà! ‘Ndo stemo annando?»

«Non ora.»

Trentino. Anno domini… questo. Nelle foreste trentine ha luogo uno scontro epocale, una guerra generazionale che travalica il confine tra buoni contro cattivi. Non tattica contro potenza, non strategia contro irruenza e di certo non progressisti contro conservatori. Tra quei pini, quegli abeti e i larici, si lotta per l’egemonia mondiale: uomini contro animali.

«Ma’, davero davero, n’do cazzo semo?»

«Fijio mio non te ferma’, continua a cammina’, se ce fermemo semo spacciati.»

«Come spacciati? Voglio anda’ a casa!»

«Pur’io. Ma chennesò c’ho combinato quella sera de quarche anno fa.»

«C’hai fatto Ma’?»

È tardi e il velo notturno annuncia agli abitanti del bosco il tempo del riposo. C’è chi si rilassa procacciandosi il cibo col favore delle tenebre e chi si distende su di un comodo giaciglio a rassettare le idee per il giorno venturo, perché nei boschi trentini credersi al sicuro è il primo passo verso l’aldilà.

Baita Coltre Zuma, Trentino.

«Un uomo in ogni campo deve essere elegante. Soprattutto se si occupa di trapassi e inseguimenti»
«Un uomo in ogni campo deve essere elegante. Soprattutto se si occupa di trapassi e inseguimenti»

Tre uomini in giacca e cravatta siedono al tavolo defilato, vicino al caminetto spento. Chiedono a squarciagola una bottiglia di grappa all’asperula. L’ottavo giro di birra li sta nauseando.

«Ci siamo andati vicini.»

«Sì, cazzo, vicinissimi.»

«Il ricevitore indicava un raggio di 10km.»

«Domani la prenderemo.»

«Sì!»

«Il siero è pronto?»

«Dobbiamo proprio sedarla?»

«Così vogliono i capocchia.»

«Quanto vorrei un bel tappeto di orso nel cesso di casa mia. Un tappetino caldo caldo, buono buono.»

Grasse risate. La loro comicità, arrestatasi nel vivo degli anni novanta, è sintomatica di un più generale collasso sinaptico causato dalle radiazioni dell’intruglio chimico per riscaldare quel brodo sintetico.

Intanto, nella foresta, mamma orsa raggruppa la cucciolata e dopo averla nutrita e protetta si lascia andare per la prima volta da quell’infausto giorno di 14 anni fa.

«Non ve so’ di’ che è successo. Ho un grande vuoto con tanti flash, ricordi frammentati che mi fanno tanta confusione.»

«Prova a dirce lo stesso. Sai che te volemo comunque bene.»

“Tutto accadde la sera che conobbi vostro padre.»

«Nostro padre è vivo? Non ce ne hai mai parlato.»

«Fu la prima e l’ultima volta che lo vidi. Voglio sperare che sia ancora vivo e bello come quando l’ho conosciuto.»

«So passati due anni, mica na vita fa!»

«La vita da orso ti distrugge.»

«…»

«Comunque vostro padre era alto, forte, con occhi chiari e penetranti e questo pelo bianco stupendo.»

«Bianco?»

«Sì, bianco.»

«Ma Ma’! I bianchi son tutta gente strana. Sono diversi, hanno un odore diverso. Fanno cose diverse e si comportano diversamente da noi.»

«Siamo tutti orsi! Tutti! Nessuno di noi è diverso. Gli orsi bianchi hanno solo una cultura differente.»

«A scuola dicono che i bianchi sono inferiori, che vengono nei nostri boschi a rubarci il lavoro, che sono sottosviluppati e per questo pericolosi…; e infatti Timmy è proprio sfigato!»

«Chi vi insegna queste cose? Non c’è differenza tra neri e bianchi.»

«Sì che ce n’è! Lo dice il maestro Bubu.»

«Bubu? Bubu non è nemmeno un orso! È un cazzo di nano. Stupidi nani del cazzo!»

«Lo vedi che sei una razzista? Che ti han fatto i nani?»

«Come ti permetti di parlare così a tua madre? Io una razzista? Io non sopporto i cazzo di nani. Mi stan sulle balle. Punto. Non sono razzista.»

«Perché?»

«Cosa?»

«Perché ti stanno in culo?»

«Perché hanno case minute e divani minuti, cucine sottosviluppate in cui cucinano microscopici manicaretti del cazzo e son sempre sorridenti. Che me ne frega se le vostre vite in miniatura sono felici? Mi irritano!»

«Solo perché sono felici?»

«A te i bianchi ti mandano il cazzo in giostra e a me la felicità dei nani mi provoca esplosioni di ulcere. Sei nano? Piangi per la tua condizione, lamentati, impreca, fai il disabile!»

«A me sembra tu sia impazzita.»

«Questo non toglie che tuo padre sia un bianco. Fattene una ragione.»

«Va bene. Poi che è successo?»

«Le solite cose che fanno due che si innamorano. Vostro padre mi ha portato fuori a cena e poi in una rada nel bosco. E lì…»

«E lì?»

«Poi c’erano un sacco di orsi.»

«Mamma!»

«E musica. E bevande strane. Bevemmo e ballammo fino a che non arrivarono gli umani.»

«Gli umani?»

«Sì.»

«È da loro che stiamo scappando?»

«Sì.»

«Da quel momento non ricordo quasi nulla. Il caos. Tutti gli orsi che scappavano. Vostro padre veniva portato via da un fiume di orsi impazziti. Io mi disorientai. Le grida erano assillanti e terrificanti. Mi circondarono e …»

«E?»

«Vuoto. (Masnada di cazzi di orsi, di umani, di lontre. Un’orgia interraziale, panteica) Mi sono risvegliata qui.»

«Qui dov’è?»

«Boh. Puzza d’Italia.»

«Cos’è l’Italia?»

«Una terra immaginaria lontana e pericolosa.»

«Come fai a sapere che ha quest’odore?»

«Non è l’odore. È una sensazione. Quando nonna orsa mi raccontava dell’Italia parlava di una terra piena di insidie, ricolma di contraddizioni e popolata da nani.»

«Ridajie co ‘sti nani!»

«Hanno le mani piccole cazzo! Mani piccole!»

Baita Coltre Zuma

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«Rabbocca oste!»

«Non credete di esagerare? Sarebbe la quarta bottiglia di grappa questa sera.»

«Il che significa altre trenta pecunie per te. Ficcati in tasca sti soldini e dacci un’altra bottiglia di grappa.» [ Testo originale: frrtrratri trin radsca dti asiolfdinoi efascci n’asktra vortigflia fi grappsa.]

Si sa, l’America insegna, se dai ad uno sbandato la possibilità di sbarellare, sbarella; con stile.

La telecamera indietreggia in carrello e dal primo piano della bottiglia vuota si allarga in un tuttocampo a inquadrare la tavolata di bestiacce alcolizzate. C’è silenzio. Le teste penzolano in un ondeggiare mistico, mentre la mano regina fa quel che può per reggere il bicchierino ormai vuoto.

uomo__ubriaco

Gli sguardi sono fissi e lontani. Nelle loro teste si sta facendo largo un’idea. E le idee sono pericolose.

«Eh?»

«Oh!»

«Che?»

«Niente. Non hai parlato te?»

«No. Boh.»

«Boh. Mi sarò confuso.»

«In che senso?»

«Cosa?»

«Ti sei confuso.»

«Ma chi?»

«Non hai detto che ti sei confuso?»

«Io no. Tu l’hai detto.»

«No, io no.»

«Allora boh.»

«Di che?»

«Ma cosa di che?»

«Di te.»

«Di me?»

«Di quel che hai detto te.»

«Non ho detto niente!»

«…»

«…»

«Mettiamo l’ultimo goccio di grappa in una siringa narcotizzante così la conserviamo per domani e ce la spariamo addosso finita la caccia all’orsa?»

«M. Perché no.»

I raggi del sole filtrano tra le fronde dei pini e costringono la nebbiolina mattutina a diradarsi a poco a poco. Per l’orsa è ora di riprendere il cammino, ma qualcosa la mette in stato d’allerta. Un uomo a caccia di funghi. Un uomo in acido a caccia di funghetti. Un uomo in preda alle allucinazioni mistiche a caccia di un esercito di nani con cui fondare un impero per governare il mondo. Questa è la verità che i giornali non dicono.

L’orsa se ne accorge e decide di irrigidirsi in un posa statuaria confondendosi come se fosse un tronco rinsecchito di un vecchio albero.

Daniza, orsa uccisa, Pinzolo

Anche gli orsi di mattina deficitano in prontezza di ragionamenti. L’uomo la vede. Ma è come la vede, il problema. Negli occhi strafatti dell’uomo in visibilio mistico si imprime sulla retina l’immagine di un gigantesco muffin parlante ricoperto di gelatina.

«Mangiami. Mangiamiii!»

L’uomo sa di essere drogato fino al midollo e per assicurarsi che quella non sia un’allucinazione decide di tastare con un bastone la compattezza del muffin. Poi, capita la cazzata, si nasconde dietro di un albero LÌ VICINO.

Un’altra brillante idea nei boschi di Pinzolo:

Trentino, orsa attacca cercatore di funghi

…Continua…

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