Bilancio

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hemingway

A poco meno di due anni dall’apertura di Olkop credo sia giusto e doveroso trarre un bilancio di quello che è stato e ancora sarà questo piccolo progetto personale.

Il 25 maggio 2013 scrivevo l’ultimo post su quello che era il mio Blog della tarda adolescenza (http://leonardoomezzollikop.blogspot.it/) indirizzando i lettori su questa nuova e più funzionale piattaforma. L’intento dichiarato era quello di crescere a livello personale e di mettermi dalla parte del lettore con una grafica semplice e di facile lettura.

Al tempo credevo che una condivisione aperta dei testi fosse un’idea valida per farsi conoscere e per scambiare opinioni sulla scrittura e sui vari modi d’interpretarla. Così decisi di aprire una pagina del blog per dare spazio ai racconti, o alle vari elaborazioni scritte, di altri utenti. L’idea non ha funzionato, un po’ perché non si sono trovate le occasioni, un po’ perché è difficile separarsi di una propria creazione e un po’ perché a poco a poco mi sono reso conto di avere una scrittura sempre più identitaria che in un confronto con i testi di altri autori mi ha spesso messo nella condizione di non apprezzarli linguisticamente. Per dirla alla Hemingway di Woody Allen: «La mia opinione su quello che hai scritto è che lo odio. Se è brutto lo odio perché odio la brutta prosa, se è buono sono invidioso e lo odio ancora di più.»

In buona sostanza mi sono concentrato sulla mia scrittura. Il paradosso risiede nella tipologia di testi che occupano questo spazio virtuale. La loro classificazione è la più disparata, ma sono tutti testi non impegnati, non per concorsi o non eccessivamente intimi, ma allo stesso tempo sono miei e mi rappresentano.

Molti mi dicono di leggere tanto di me nei testi che pubblico e questo è in parte vero, ma nella misura in cui le sensazioni, le emozioni e le idee che elaboro vengono riscritte in storie pressoché inventate. I testi sono davvero i più disparati. Troviamo argomenti seri e meno seri, alcuni testi goliardici, altri irriverenti. A volte inconcludenti o incoerenti o anche di buona qualità. Dal mio punto di vista sono migliorate molte cose soprattutto da un punto di vista letterario e la mia scrittura si sta sempre più consolidando su di un registro che può piacere o no, ma che denota una crescita linguistica. Il lato negativo è quello di non aver trovato ancora un mio modo di impostare il blog. Mi piacerebbe avere un’unica tipologia di interventi per un target ben identificato e così crescere con quella. Probabilmente è nella mia natura non riuscire a fissarmi su di una sola modalità, ma questo mi ha altresì permesso di sperimentare davvero tanti stili e registri.

Da un punto di vista del seguito il blog è in costante crescita con le visualizzazioni annuali in perenne aumento. Le maggiori visualizzazioni le ottengo grazie al da me odiato facebook, che però, devo ammettere, fa il suo dovere, permettendo la diffusione e la condivisione dei miei testi. Nei giorni di pubblicazione le visite si aggirano, per i migliori post, intorno alle 300/350 visite singole, mentre superano la soglia di 2500 le visite singole annue (nel 2014) [Nel 2013 erano 875 visite singole annuali]. Sono numeri bassi, è vero, ma sono un qualcosa di cui vado fiero e che mostra un andamento di crescita non indifferente.

Una cosa che difficilmente riesco a suscitare sono i commenti, tanto che i contributi che superano due risposte si possono contare sulle dita di una mano. Va detto che non so se sia una cosa che voglio e, se mi devo analizzare, non ho mai cercato o fatto in modo di suscitare una qualche tipologia di interazione col lettore che non sia la sua voglia di seguirmi e leggermi.

Oggi come in quel lontano 25 maggio mi trovo a svecchiare il mio progetto di scrittura e a ridisegnarlo graficamente. Al tempo ero passato da un cupo blog a uno decisamente più luminoso con una grafica essenziale caratterizzata da uno sfondo bianco su cui risaltava il titolo del testo, un’immagine e un’anteprima dell’elaborato. Oggi la nuova veste grafica mantiene lo stesso concetto di semplicità e linearità, concentrandosi sull’essenziale e sull’impatto visivo. Come potete vedere l’anteprima del testo lascia spazio ad una grande immagine di copertina su cui svetta il titolo e la data del testo pubblicato. Una volta entrati la pagina si presenta di facile lettura, ampia, e senza alcun fronzolo di troppo.

Quello che voglio ripromettermi è di riuscire a trovare un campo d’impiego univoco sul quale costruire un modello funzionale che possa diventare una rubrica interessante e imperdibile per i lettori che mi seguono e per quelli che mi seguiranno.

Un ultima nota, la copertina è un ritaglio di un fotogramma del film «Un chien andalou» di Buñuel con Dalí e lo stesso regista come interpreti.

Un_Chien_Andalou2

Secondo me quel frammento di storia del primo ‘900 (il film è del ’29) può essere una buona chiave di lettura e simbolo intrigante  di questo nuovo percorso. 

Buon nuovo inizio Olkop e che il tempo ci dia le risposte che cerchiamo.

Un saluto a tutti.

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