Il silenzio dello sciabordio

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Salvator Dalì schizzo
Salvator Dalì schizzo

«Che silenzio Jhonatan. Nella baia non s’ode una bava di vento, non il fruscio di una foglia  né lo sciabordio del mare sul litorale. Tutto tace Jhonatan. Dal nostro bel faro ci siamo messi a guardare l’orizzonte aspettando che venissero a salvarci e nel frastuono della preoccupazione abbiamo agito sotto paure e timori. Eppure in quell’assordante esistenza avevamo trovato il nostro equilibrio. Spesso mi destavo nell’immensità della notte per assicurarmi che quel fragore non fosse andato perduto, perché seppure rumore di guerra era pur sempre di compagnia, un modo per sentirci vicini. Per ricordarci che siamo vivi. Non è vero Jhonatan?»

«Non saprei Jack. A me quei rumori non davano certo sicurezza o tranquillità. Mi ci sono abituato, questo è certo, e ora riconosco in questo silenzio l’angoscia dell’incertezza. Ma tu Jack perché lo temi questo silenzio?»

«…»

«Sono giorni che resti immobile davanti all’orizzonte.»

«Ho i miei buoni motivi.»

«Avevamo un capitano, Jack, ora non so più chi sei.»

«Lo vedi? Lo vedi il cielo, Jhonatan? Quando ero piccolo lo guardavo e vedevo tutte quelle stelle e pensavo che fino a quando sarebbe esistito un cielo così non si poteva essere tristi e smettere di sognare. Ora vedo solo fottute lampadine.»

«Jack?»

«…»

«A me lo puoi dire che cos’hai.»

«Gioco a scacchi con la morte.»

«Non mi prendere in giro.»

«Percorro sul ciglio del burrone il sentiero della mia vita.»

«Sembra pericoloso.»

«Lo è.»

«Ma di preciso che fai tutta la notte a guardare l’orizzonte?»

«Trasformo l’ossigeno in energia, calore e anidride carbonica.»

«…»

«A che pensi mio buon Jhonatan?»

«Ne vale davvero la pena?»

«Ahahaha! Prima innamorati e poi dammi tu la risposta.»

«L’amore non è per gente come noi. Ma tu piangi Jack, per quale motivo?»

«Perché sono felice.»

«Felice?»

«Quando sarò morto mi unirò al mio amore.»

«Tua moglie non è morta.»

«Ahahahah! Te l’ho detto, prima ti devi innamorare per capire.»

«Ti dirò Jack, a me sembra che questo amore sia solo un problema.»

«E lo è, Jhonatan. Lo è.”

«E quindi piangi di felicità per un amore perduto?»

«La dura scorza del marinaio si piega ben facilmente innanzi alla dea Amore.»

«Non dovresti essere felice, ma triste.»

«È la peggiore cosa che ti possa capitare la tristezza.»

«E quindi tu sei felice?»

«Quando ti innamori impari a mentire a te stesso.»

«Perché mai?»

«Per rimanere in equilibrio sul ciglio del burrone e continuare a giocare a scacchi con la morte.»

«Si vince?»

«No. Mai.»

«Jack, tu sei tutto strano.

«Prima innamorati, Jhonatan, prima innamorati…»

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