Così ho amato il mare

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Per il momento credo sia il video più “sciolto” di quelli che ho fatto finora. Diciamo che mi trovo sempre più a mio agio sia davanti che dietro la telecamera. Non è stato semplice perché sono tornato al passato. A quando ero un bambino che per la prima volta si è scontrato con il vento, l’acqua e la navigazione.

A pensarlo oggi, quel momento, quell’attimo, ha cambiato radicalmente la mia vita. Il mio animo si è messo in moto su di un percorso completamente diverso da qualsiasi cosa abbia mai immaginato fino a quell’istante. Se siete viaggiatori potete capire quello che sto dicendo. Non turisti. Viaggiatori. Differenza ce n’è. Non che sia meglio uno o l’altro, ma sono due categorie diverse. C’è a chi piace stare in una piuttosto che in un’altra. Tutto qui. Due modi di vedere il mondo, due modi di percepirlo, due modi di guardare quello che si ha davanti. Ecco, diciamo che essere un velista significa guardare il mare in un modo diverso (c’è poi velista e velista, come in tutte le cose). Significa entrare in contatto con quel vortice espressivo e comunicativo che è il mare. 

Non so se ci avete fatto caso. Il mare parla. Parla silentemente sussurrando tra la sabbia, a sera, quando saluta il sole all’orizzonte e congeda il vento. Ti chiama a sé con energia vivace bussando sugli scogli per cogliere la tua attenzione. Si arrabbia e urla schiumando il suo pensiero perché a volte di umana bontade ne è troppo pieno.  Il mare parla in continuazione. Ha milioni di storie che lo permeano, che ne caratterizzano la sua bellezza. Sarebbe intelligente ascoltarlo.

Noi guardiamo il mare e spesso vediamo solo spiaggia da trafiggere con freddi ombrelloni per mettere in mostra il nostro lato esteriore, fottendocene allegramente di chi, quell’antro di mondo, lo ha modellato giorno dopo giorno. Ci spaparanziamo al sole con il nostro bel corpo per puro e mero egoismo. Egocentrici, biechi, inutili umani.

Poi magari, quando la folgorante bellezza del mare ci investe, la sviliamo a scatto selvaggio da condividere, a sagra paesana, sui nostri canali social. Pretendiamo un certo numero di riconoscimenti, altrimenti è carta straccia.
Il mare, come la natura, i paesaggi e le vere bellezze umane, sono immagini ad alto contenuto culturale. C’è amore nell’infinito dell’esistenza. C’è il calore di chi ha l’esperienza per poter essere severo, buono, amico e nemico, amante, compagno, di chi storie ne ha vissute, di chi esperienze ne ha fatte. Il mare parla. Bisogna solo imparare ad ascoltarlo, un po’ di più almeno.

Vi lascio con questo video. Dovrebbe capirsi perché al mare ci sono arrivato dalle vette delle Alpi e lì, davanti a quello sconfinato orizzonte, sono nato per la seconda volta.

Dalle Alpi al mare
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