Autore: Olkop

C’ho n’idea, mo’ famo li sòrdi

Chi si scontra con il mondo della scrittura lo sa, ci sono più manoscritti nei comodini che Bibbie nei motel. A comandare la classifica dei popoli con il maggior numero di scrittori siamo proprio noi italiani. Nazione che scrive, riscrive e scrive ancora, ma se si tratta di leggere o quantomeno rileggere i propri scritti,

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La merda a gl’irti colli

Che situazione del cazzo. Mi fa male la pancia.  Fa un male porco e non riesco a farmelo passare. Le vampate di sudore freddo mi smuovono la schiena. Sudo e mi sento ancora più vulnerabile, ma devo resistere. Non posso abbandonare questa cazzo di sedia. Ho la merda che mi bacia le mutande e non

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Prepuzio: tira e strappa

Sono giorni che non mangio un pasto sano, non dico una pietanza cucinata a regola d’arte, ma nemmeno un piatto di pasta scotto con del sugo di pomodoro, una foglia di basilico e una grattugiata di grana. Panini, hamburger, pizza, falafel, patatine fritte e treni. Diciamo che i treni non li mangio, ma con la

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Triplo bacon con la morte. Grazie.

Sono sul poggiolo del mio appartamento e fumo con incoscienza un sigaro che di cubano non ha nemmeno il timbro. Mi piace fare i nuvoloni di fumo denso, nient’altro. Sul tavolino è appoggiato il male del secolo: un computerino tascabile dal prezzo impronunciabile, oggigiorno chiamato erroneamente cellulare. È il mio segretario, il mio ricordo squillante,

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500 €

Luogo. «Allontanarsi dalla linea gialla. Treno in transito al binario tre.» Il treno passa con ritmica presenza assecondando lo stridulo vociare della gente con un perfetto acuto di freni d’emergenza. “Perché l’ha fatto?” “Era più semplice spingere che saltare.” “Più semplice? Mi sta prendendo per il culo?” “No.” “Credi di diventare famoso? Credi che si

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Manuali di base. Vitae Editore

A Ernest Hemingway Anno 4102. Sono passati più di duemila anni dal giorno in cui guadagnai la vita eterna. Per errore, non certo per merito e da allora vivo con la voglia di morire. Mai punizione fu più atroce, mai verdetto più spietato, mai l’agognata meta più disfatta che successo. Perché? La questione è. Sono

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Marina

È il 1988. Credo sia gennaio. Un vento lugubre s’insinua nella vallata e fa ondeggiare l’abitacolo, le piante di ciliegio ai quattro angoli dell’appezzamento sono coperte dalla neve dell’ultima nevicata e le assi marce della cancellata, quelle poche che sono rimaste, cigolano una sinistra nenia. Non è uno stridere irrispettoso o una melanconica sinfonia, quanto

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Do what you want ‘cause shopping ain’t free

Non sono una persona nostalgica, ma ho buona memoria e ricordo con attenzione i bei consigli che ricevo. Ricordo nitidamente il giorno e l’ora in cui mio nonno mi parlò a cuore aperto, elencandomi, in un flusso di coscienza continuo, tutta la sua saggezza.  Se ne stava seduto ai piedi di un ulivo senza fare

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Folle di folletti folleggiano follemente; ‘fanculo.

Fuori dalle mura di casa, una fitta nebbia avvolge l’abitato. Nulla di nuovo sul fronte padovano, eppure oggi destarsi ha un sapore diverso, come se nell’aria ci fosse della strana elettricità. Mi guardo attorno e penso che con molta probabilità è una questione di riposo. Ormai ogni notte dormo sempre meno e questo potrebbe aver

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Son qui per errore

Grasse risate Il giorno volge alla fine in un cerchio rosso fuoco che sparge calore e amore nell’aria di questo terso cielo invernale. “Potrei proprio andare a puttane.” È sabato sera e sono solo come un cane mentre passeggio, braccio a coltello, nella nebbia umana che invade il centro storico di Padova. Mi faccio largo

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