Categoria: 1000 battute

La generazione del «Dai! Ci provo»

La mia generazione è quella del «Dai! Ci provo», «Dobbiamo provarci», in una sequenza ininterrotta di esclamazioni propositive destinate a perdersi in un mare magnum di insoddisfazioni che siamo portati a vedere come tali. Non arriviamo al punto, a quel sognato traguardo, perché il raggiungimento dello stesso ci proietta in una nuova frustrazione, superata, nel

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Scegli, accetta.

Sono fermamente convinto che questa sia l’epoca del timore. Non più timorosi verso un dio onnipotente e onnipresente. Spaventati a morte da noi stessi, da quello che facciamo e dalle conseguenze delle nostre azioni. Si preferisce fare quello che fanno tutti, andare dove vanno tutti, dire quello che tutti dicono, pensare quello che pensano tutti.

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M(ilioni)49

«E se M49 non fosse un orso, ma la reincarnazione animale dei famosi M(ilioni)49 che la Lega si è intascata e che guarda caso proprio una giunta a trazione leghista sta cercando di fare propri per nasconderli sotto un tappeto di manto boschivo in Slovenia, nazione nella quale hanno appena deliberato l’abbattimento di 200 orsi?

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Raccontare

A tutti piacciono le storie. È un dato di fatto. Raccontare, raccontarsi o confrontarsi con quello che ci sta innanzi, ci emoziona. Sia essa gioia, rabbia, invidia, compassione o condivisione. Come umanità ne siamo ossessionati. Dall’evento o fatto quotidiano, dalla fantasia narrativa, dalle storie personali, umane, politiche, globali, filosofiche, scientifiche ecc. Non ci sono limiti.

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A denti stretti e unghie affilate

Niente va mai come avremmo voluto che andasse. Eppure sono pressoché infinite le minute occasioni che alleggeriscono l’esistenza. Dettagli. Sguardi. Parole. Paesaggi. Frasi. Risate. Anche pianti. Disperazioni e quel maleodorante senso di impotenza. Attaccatevi. Attaccatevi con le unghie e con i denti. Attaccatevi a queste minuscole briciole di occasioni e fatele vostre, tenendovele strette contro

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La speranza

È una parola che si pronuncia di rado, relegata a nome per animali domestici, imbarcazioni, progetti umanitari. Nel quotidiano “speranza” si è fatta flebile presenza, sottile, quasi invisibile, appena appena percettibile. La speranza non esiste più. Per me è un dato di fatto. Ce la raccontiamo: «Dobbiamo avere speranza per le sorti del mondo, per

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