Tag: dove andare?

Prepuzio: tira e strappa

Sono giorni che non mangio un pasto sano, non dico una pietanza cucinata a regola d’arte, ma nemmeno un piatto di pasta scotto con del sugo di pomodoro, una foglia di basilico e una grattugiata di grana. Panini, hamburger, pizza, falafel, patatine fritte e treni. Diciamo che i treni non li mangio, ma con la

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Triplo bacon con la morte. Grazie.

Sono sul poggiolo del mio appartamento e fumo con incoscienza un sigaro che di cubano non ha nemmeno il timbro. Mi piace fare i nuvoloni di fumo denso, nient’altro. Sul tavolino è appoggiato il male del secolo: un computerino tascabile dal prezzo impronunciabile, oggigiorno chiamato erroneamente cellulare. È il mio segretario, il mio ricordo squillante,

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Manuali di base. Vitae Editore

A Ernest Hemingway Anno 4102. Sono passati più di duemila anni dal giorno in cui guadagnai la vita eterna. Per errore, non certo per merito e da allora vivo con la voglia di morire. Mai punizione fu più atroce, mai verdetto più spietato, mai l’agognata meta più disfatta che successo. Perché? La questione è. Sono

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Do what you want ‘cause shopping ain’t free

Non sono una persona nostalgica, ma ho buona memoria e ricordo con attenzione i bei consigli che ricevo. Ricordo nitidamente il giorno e l’ora in cui mio nonno mi parlò a cuore aperto, elencandomi, in un flusso di coscienza continuo, tutta la sua saggezza.  Se ne stava seduto ai piedi di un ulivo senza fare

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Folle di folletti folleggiano follemente; ‘fanculo.

Fuori dalle mura di casa, una fitta nebbia avvolge l’abitato. Nulla di nuovo sul fronte padovano, eppure oggi destarsi ha un sapore diverso, come se nell’aria ci fosse della strana elettricità. Mi guardo attorno e penso che con molta probabilità è una questione di riposo. Ormai ogni notte dormo sempre meno e questo potrebbe aver

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Son qui per errore

Grasse risate Il giorno volge alla fine in un cerchio rosso fuoco che sparge calore e amore nell’aria di questo terso cielo invernale. “Potrei proprio andare a puttane.” È sabato sera e sono solo come un cane mentre passeggio, braccio a coltello, nella nebbia umana che invade il centro storico di Padova. Mi faccio largo

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L’antico smegma andava portato in salvo

Mettetevi nell’ordine delle idee di essere inevitabilmente e imprescindibilmente, dannatamente stronzi. Tutti lo siamo. Pure tu. È una condizione intrinseca che non si può debellare: esisterà sempre qualcuno a cui starete sul cazzo, a prescindere. Al quale non andrete a genio, così, a pelle. Che vi odierà semplicemente perché esistete. Tutto questo perché siamo curiosi.

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“Piacere di conoscerti!” – “Non credo.”

“Lieto di fare la sua conoscenza.” Ho poche certezze nella vita e alcune di queste sono fondamentali. So che dovrò lavorare a vita, spaccandomi la schiena a raccogliere la merda che tutto il lurido mondo butta in strada, svegliandomi alle tre del mattino, con qualsiasi condizione meteorologica; so che la mitica Anaune Val Di Non,

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Asperula: come se non ci fosse domani

Spesso non capisco come faccio a cacciarmi in certe situazioni, ma ad un’attenta analisi posso constatare con assoluta certezza che devono essere le situazioni ad impossessarsi di me. Ecco perché mi state guardando dal balcone di un palazzo tardo risorgimentale mentre siedo al tavolino di un bar con Hemingway e Bukowski che mi parlano senza

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Quattro personaggi in cerca di un posto

    “Presto! Chiamate un Esorcista! O un Elettricista o al limite un Paguro!” “FERMI! A voi serve un Pubblicitario!”     Mi sveglio trafelato e sudato e mentre respiro affannosamente, con lo sguardo di chi ha visto la morte in faccia, mi guardo attorno con l’agitazione e la convinzione che in questa stanza, al

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